domenica 20 gennaio 2008

Bianco e nero

In un mondo impegnato per il raggiungimento dell'integrazione razziale e permeato dalle più nobili intenzioni egualitarie lo scompiglio irrompe quando Carlo (Fabio Volo), da sempre restio a presenziare a serate di beneficenza in favore dei meno fortunati e poco interessato alle cause del terzo mondo, conosce Nadine (Aissa Maiga), bellissima e raffinata donna di colore sposata con Bertrand (Eriq Ebouaney) paladino del riscatto africano. Tra i due nasce subito una sintonia e si sviluppa un'attrazione fatale che sfocia in un rapporto adulterino che travolgerà come un ciclone Elena (Ambra Angiolini), moglie di Carlo, da sempre impegnata in attività umanitarie a favore del continente nero e che ha fatto del politicamente corretto uno stile di vita.
Nella sua ultima commedia Cristina Comencini racconta come di fronte a un tradimento, che colpisce nel profondo, ogni apparenza venga spazzata via per lasciare il posto a ciò che veramente si cela nell'intimo di una persona e portare a galla pregiudizi insospettati.
E se davanti al sentimento le differenze di colore si annullano non così avviene agli occhi di una società che, pur ergendosi a promotrice di valori d'uguaglianza ancora si nutre di luoghi comuni. Cliché, spaventosamente banali, ma anche spaventosamente reali, che ben emergono nel film e si concretizzano specialmente in una serie di personaggi secondari, un po' macchiettistici, la cui indole porta a inevitabili effetti comici. Tra tutti spiccano un Franco Branciaroli nei panni del padre "marpione" di Elena e una buffa Katia Ricciarelli nel ruolo della madre vedova e un po' svanita di Carlo.
Credibili i quattro interpreti protagonisti che ben mettono in luce le dinamiche generate in una coppia dal tradimento. Fabio Volo mette a frutto la sua ironia e vivacità animando il personaggio di Carlo e Ambra Angiolini, dopo l'esordio nel cinema d'autore con Saturno Contro, si conferma valida attrice nel dare voce al risentimento di moglie ferita che si trova a fronteggiare lati di sè che non credeva di possedere.
Poco convincente però il finale che, se opta per la felice conclusione del nuovo e incontenibile amore, simbolo di speranza per un futuro di vera integrazione, giunge però troppo repentinamente e a sorpresa, spiazzando lo spettatore rispetto al percorso psicologico compiuto fino a quel punto dai personaggi. Meglio sarebbe stato concludere il film al più coerente, anche se sofferto, ricongiungimento dei nuclei familiari iniziali o -per lo meno- non ignorare nel risvolto finale le reazioni dei rispettivi coniugi, già sufficientemente provati in precedenza e nuovamente abbandonati.



VOTO:/5

1 commento:

Alberto ha detto...

In attesa di vedere il film e, dunque, di poterne dare un personale giudizio, mi permetto, questo sì, a priori, di fare un plauso a due degli attori principali: Ambra Angiolini, ormai pienamente uscita dalla stereotipata e fatua immagine giovanile, che le si era appiccicata addosso, ed ora attrice matura e a Fabio Volo, un esempio di eclettismo artistico con qualcosa da dire, sempre con intelligenza, onestà e concretezza..