martedì 27 ottobre 2009

UP

Dopo topolini dalle incredibili capacità culinarie (Ratatouille), robottini compatta rifiuti (Wall-e), superbolidi a quattro ruote (Cars) la Disney-Pixar lancia sullo schermo UP, il suo ennesimo gioiello d'animazione che porta in primo piano la terza età.
Protagonista probabilmente ancora inusuale per un cartoon, ma attualissima in un mondo (specialmente occidentale) in cui la percentuale degli anziani è in continua crescita, la Vecchiaia si presenta in tutte le sue sfaccettature.
Lontano dall'edulcorata immagine dei dolci e pacifici pensionati, Carl Fredricksen è un settantonne che,"imburberitosi" in seguito alla perdita della moglie, trascorre il suo tempo in solitudine, circondandosi del suo passato e dei ricordi-feticcio di una vita felice. Costretto a fare i conti con la speculazione edilizia e con il turbinio di una realtà che vuole destinarlo al tranquillo ritiro in una casa di riposo full-optional, Carl decide di non arrendersi e di aggrapparsi letteralmente -casa al seguito- al sogno da sempre inseguito insieme all'adorata moglie.
Non ha fatto, però, i conti con Russel simpaticissimo e maldrestro scout che, per rendersi utile e guadagnare la tanto agognata spilletta che gli permetterebbe di passare del tempo con suo padre, si ritrova compagno di avventure di questo sorprendente vecchietto.
Ed è dal meraviglioso e proficuo incontro di due generazioni che nasce un viaggio pieno di avventure verso il Sud America, sulle orme di Charles Muntz, famoso esploratore, che incarnerà un altro risvolto dell'età avanzata: l'egoismo e il desiderio di riscatto.
Tra pennuti in via di estinzione, cani dai tecnologici collari e imprevisti di origine atmosferica, Carl e Russel si inoltrano in un percorso che va ben al di là dei km e che, in un continuo scambio bilaterale, li porterà ad una solida amicizia.
In un universo in cui gran parte della generazione degli adulti iperimpegnati fa sentire la sua mancanza sia nei confronti del mondo infantile che in quello degli anziani, l'incontro tra i due protagonisti arricchisce l'esistenza di entrambi, permettendo a Carl di lasciare andare i fantasmi del passato e di riscoprire il vero valore dei sentimenti e del calore umano e al piccolo Russel di ritrovare in questo "nonno" speciale il sostegno e la saggezza dell'esperienza.
Degno di nota è l'inizio del film che racconta con grande delicatezza e garbo la storia di un grande amore che, a mio parere, può rientrare a pieno titolo tra le sequenze più romantiche e toccanti della storia del cinema.
Una piccola nota, come ormai consuetudine, va anche al piccolo capolavoro formato mignon costituito dal corto introduttivo che, nato dalla sconfinata fantasia degli sceneggiatori Pixar, racconta l'origine dei "teneri" fagottini trasportati dalle cicogne.



VOTO: /5

domenica 28 giugno 2009

Coraline

"Fai attenzione a quello che desideri!" Mai sottotitolo avrebbe potuto essere più azzeccato per Coraline, ultimo gioiellino dell'animazione firmato Universal che racconta la storia di una ragazzina alle prese con il trasferimento in una nuova e piuttosto spaventosa abitazione. La noia, la sensazione di essere trascurata dai genitori troppo impegnati nella stesura di un catalogo di piante e una misteriosa bambola -la cui genesi per opera di rapidissime dita affilate come cesoie è l'inquietante prologo alla vicenda- porteranno la giovane protagonista in un mondo parallelo. Qui, una volta attraversata una piccola porta presente nel soggiorno della sua casa, Coraline penserà di aver trovato la realizzazione di tutti i suoi sogni con due genitori premurosi e accondiscendenti, perfetti cloni della famiglia reale se non fosse per due bottoni al posto degli occhi. Presto, però, si accorgerà di come possa essere sottile il confine tra sogno e incubo e sarà costretta a rivedere le sue prospettive.
Accompagnata in questo viaggio, che a tutti gli effetti può dirsi di formazione, da un gatto parlante e da uno strambo centauro, Coraline incontrerà sulla sua strada pittoreschi e surreali vicini di casa che contribuiranno a donare all'atmosfera un che di magico e di pungente.
Il film, tratto da un romanzo di Neil Gaiman, è scritto e diretto da Henry Selick, già coautore e regista insieme a Tim Burton di Nightmare before Christmas. Completamente girato in stop motion, Coraline è realizzato in 3D, anche se personalmente ritengo che gli occhialini stereoscopici poco aggiungano ad un racconto che già di per sè risulta inquietante e affascinante allo stesso tempo. In questa deformazione della realtà che comincia immediatamente con la storpiatura del nome della protagonista, il brivido si mescola all'ironia e alla meraviglia per un cartoon che strega. Da non perdere in questo cinema di inizio estate.






VOTO:
/5

lunedì 20 aprile 2009

Giro di valzer

Domenica 19 aprile è andato in scena sul palco del Teatro Cesare Volta del quartiere Scala di Pavia lo spettacolo "Giro di valzer". La rappresentazione teatrale è il risultato di sei mesi di lavoro, condotto dall'associazione "Calypso-Il teatro per il sociale", che ha visto gli anziani delle APS (Associazione di Promozione Sociale) di Pavia protagonisti di un percorso laboratoriale nell'ambito del progetto "I teatri del raccontare", finanziato dalla Regione Lombardia-Famiglia e Solidarietà Sociale.
Ne è nato uno spettacolo emozionante ed evocativo imperniato sul filo dei ricordi, delle sensazioni e dei racconti legati alla musica e alla magia delle note che portano con sè il sapore di tempi passati, ma sempre vivi e attuali nei cuori dei protagonisti e non solo.
Come ricordato dai membri dell'associazione che ha guidato questo laboratorio teatrale, ancor più che il risultato finale, ciò che conta maggiormente in questo tipo di rappresentazioni è il lavoro preparatorio attraverso il quale sono nati gli spunti e le memorie all'origine della rappresentazione e grazie al quale i partecipanti si sono avvicinati a quelli che sono principi cardine del teatro sociale. Un teatro, forse ancora poco noto ai più, che sta vivendo però un sempre più rapido sviluppo anche nel territorio pavese e che fa della condivisione, della partecipazione attiva, dello stare insieme, della discussione e dell'elaborazione di nuovi e profondi legami sociali la sua forza. Una forza potente che colpisce lo spettatore e che, risentendo notevolmente anche del legame con il territorio, è in grado di generare uno spettacolo nello spettacolo scaturito dalla risposta -talvolta anche decisamente attiva- da parte della numerosa platea: dei coetanei e conoscenti dei protagonisti che rivedono sul palco un patrimonio di immagini condivise e dei più giovani che entrano in contatto con un mondo in parte nuovo e affascinante.
Ecco allora che tra le note dei loro brani preferiti e delle filastrocche della loro infanzia, gli anziani si fanno assoluti protagonisti di un mondo in bilico tra passato e presente, fatto di corteggiamenti, battibecchi, dichiarazioni d'amore, giochi e riunioni tra amici.
A permeare l'atmosfera la loro palpabile ansia da palcoscenico che si trasforma in impegno, dedizione, emozione ed entusiasmo. Un entusiasmo e una capacità comunicativa che fanno centro e che aprono uno squarcio su una potenzialità del teatro che, talvolta, viene dimenticata davanti a spettacoli, per così dire, convenzionali e che in una domenica pomeriggio in un piccolo teatro di quartiere è stato un vero piacere riscoprire.



VOTO: /5

giovedì 19 marzo 2009

Buon viaggio professore......

In un blog che, per quanto modestamente, parla di cinema non poteva mancare un ultimo saluto a un professore che di cinema ha vissuto e che ha insegnato ai suoi studenti ad amarlo ancora di più......così ho deciso di usare le parole che chi la conosceva bene ha scelto di dedicarle con grande affetto.....buon viaggio professore.


Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

(Eugenio Montale, Ho sceso dandoti il braccio...)