domenica 18 novembre 2007

Otello

Riprende con l'Otello di Shakespeare la stagione di prosa al teatro Fraschini di Pavia. In scena il 15, il 17 e il 18 novembre la tragedia dell'autore inglese, scritta tra il 1602 e il 1603 e messa in scena per la prima volta nel 1604 alla corte di re Giacomo Stuart, è qui ripercorsa dalla regia di Roberto Guicciardini che dirige la Compagnia Sicilia Teatro.
Grazie alla traduzione di Masolino d'Amico, che rimane fedele al testo originale, ritroviamo la potenza dell'opera shakespeariana che narra le vicende del valoroso generale Otello che, innamoratosi della bella e virtuosa Desdemona, la sposa in segreto per poi trasferirsi con lei a Cipro, dopo aver sconfitto i Turchi su incarico del governo veneziano. Ed è proprio nell'isola che scoppia il dramma: Otello, lasciatosi influenzare da Iago, inizia a nutrire il sospetto che l'adorata Desdemona abbia una relazione extraconiugale con il luogotenente Cassio suo amico (Mirko Rizzotto). A nulla serviranno le parole della moglie per difendere la sua fedeltà e la sua virtù, ormai il dubbio si è insinuato nel Moro e il tarlo della gelosia ha corrotto tutto ciò che di puro e sincero nutriva il loro sentimento, portandolo a scorgere in ogni piccolo dettaglio una prova dell'adulterio. Fino al triste epilogo nel quale Desdemona, seppur innocente, trova la morte per mano dello stesso Otello che, una volta scoperto il tragico errore, si suicida.
Sebastiano Lo Monaco, con le sue innegabili doti attoriali -riscontrabili soprattutto nella capacità di tenere la scena e nell'abilità della modulazione vocale che va dalla potenza tuonante degli ordini impartiti ai sottoposti fino alle strozzate espressioni di un uomo vittima dell'irrazionale gelosia e della disperazione conseguente al ravvedimento- dà vita ad un coraggioso condottiero, capace di diventare anche un tenero amante, ma allo stesso tempo di trasformarsi in un irrequieto e folle marito geloso e assassino.
Come il "mostro verde-occhiuto che si beffa del cibo onde si pasce" riesce a impossessarsi di Otello? Centrale è la figura di Iago, interpretato da Massimiliano Vado che presta corpo e voce ad un finto amico che, invidioso del successo di Cassio, nominato nuovo luogotenente, e adirato per un presunto tradimento della moglie con Otello stesso, ordisce un diabolico piano per vendicarsi. Facendo leva sulle insicurezze di Otello (il suo non sentirsi fino in fondo accettato dalla società per via del suo colore, il considerarsi troppo vecchio e poco adatto per una donna così bella...), Iago riesce a far credere all'uomo, attraverso stratagemmi e inganni, che la sua amata non gli è fedele. Falso indizio dopo falso indizio le convizioni di Otello vacillano e il suo orgoglio ferito riversa tutta la sua rabbia su Desdemona che l'attrice Marta Richeldi ben rappresenta come una figura angelica, virtuosa e completamente dedita al marito, che non riesce a capacitarsi del mutamento improvviso dell'amato e che nonostante la sua innocenza rimane docile ai voleri del marito, fino ad incorrere in un destino di morte.
Superato il parziale ostacolo di un'ampia durata, lo spettacolo ben mette in luce lo svilupparsi del sentimento della gelosia che riesce a minare anche gli animi apparentemente più forti, alimentando e ingigantendo fantasmi e paranoie. Ecco così che anche anche un grande amore scivola sulla china del sospetto, così come i due cadaveri di Otello e Desdemona scivolano -nel finale- sull'inclinazione della pedana lignea che costituisce l'elemento principale della scenografia, firmata da Piero Guicciardini, e che di volta in volta diventa piazza veneziana, nave, spiaggia, isola o talamo nuziale, a seconda delle prioiezioni sul telo retrostante il palco. La semplicità della scenografia, bilanciata dall'accuratezza dei costumi (Maurizio Millenotti), nulla toglie alla pregnanza degli elementi visivi che accompagnano l'evolversi degli eventi.
Piacevole anche il fuori programma che nella seconda serata ha visto protagonista Sebastiano Lo Monaco che, smessi i panni di Otello e rivestiti quelli del cabarettista, dopo gli applausi finali, ha interagito col pubblico in un'ironico scambio di opinioni sullo spettacolo e tra una frecciatina alla critica teatrale locale e alla Pavia nordica di un decennio fa, ha saputo ancora una volta mettere in risalto il suo talento istrionico.



VOTO: /5


3 commenti:

fantarecchia ha detto...

sai che il direttore del teatro di Pavia ha allontanato la compagnia dalle stagioni dei prossimi anni al teatro di Pavia proprio per il fuori programma finale del capocomico?
- sicilia teatro -

Lucy ha detto...

No non ero al corrente di questa cosa e -se questo è l'unico motivo dell'allontanamento- rimango un po' perplessa, anche perchè l'intervento finale di Lo Monaco, per quanto un po' pungente, non era nulla di esagerato...la semplice espressione di un'opinione e la ricerca di un confronto. Credo che chi fa l'attore debba mettere in conto possibili critiche negative, così come chi le scrive deve mettere in conto risposte -magari anche un po' risentite- da parte degli interessati presi in causa: tutto nel rispetto delle opinioni altrui.

fantarecchia ha detto...

forse non sai, allora, che il giornalista preso di punta (e che francamente aveva calcato inutilmente ed egocentricamente la mano) fa parte del consiglio di amministrazione del teatro, o conosce qualcuno che ne fa parte, o conosce qualcuno che conosce..
comunque, sentitosi offeso, ha esercitato pressione affinché la compagnia non venisse più ospitata nella tua città. pazienza..