domenica 23 settembre 2007

I Simpson Il film

Piacevole sorpresa per me che (orrore!!!) non sono una sfegatata fan dei personaggi creati da Matt Groening: il film I Simpson di David Silverman mi ha positivamente colpita, grazie quindi a chi ha insistito per portarmi al cinema sabato sera per assistere a questa nuova avventura che vede protagonista la famiglia cartoon più famosa d’America.

Fin dai titoli di testa, nei quali a essere preso di mira è il mitico logo della Twenty Century Fox, si è proiettati nel dissacrante e provocatorio mondo di questo strampalato e assortito nucleo familiare che si trova alle prese con i tanto attuali problemi ambientali.

Il capofamiglia Homer si rende responsabile di un annunciato disastro ecologico, scaricando nel lago di Springfield -nonostante i divieti- una cisterna piena degli escrementi del suo nuovo animale domestico: un esilarante spider pork, salvato dalla macellazione e dal suo destino di “riempitore” di panini in un fast food.

Essendo diventata Springfield la città più inquinata degli Stati Uniti, l’EPA (Ente Protezione Ambiente), guidata da un “protettore dell’ambiente” un po’ folle, viene incaricata di risolvere il problema dal presidente degli Usa: uno Schwarzenegger che rimpiange i bei tempi in cui interpretava commedie per famiglie e recitava col divertente amico Denny De Vito.

Dopo una casuale scelta di buste -come nei migliori quiz che si rispettino- ha la meglio la soluzione di chiudere la città sotto un enorme calotta a prova di evasione.

È a questo punto che, scoperto il colpevole di tale situazione, l’intera comunità si reca, armata di fiaccole, alla casa dei Simpson per punire il responsabile della propria reclusione forzata. Solo grazie alla piccola Maggie, “il più bel piccolo incidente che mi sia capitato” -come la definirà “affettuosamente” Homer- l’intera famiglia riesce a salvarsi fuggendo dalla calotta attraverso un buco nel giardino.

Inizia così un viaggio da ricercati verso un sognato paradiso: l’Alaska, paese dalla natura incontaminata o quasi…., dove la famiglia Simpson ritroverà un po’ di serenità. Almeno fino a quando non scoprirà da un documentario che il governo, ancora una volta manipolato dal capo dell’EPA, ha deciso di eliminare ogni traccia di Springfield dalla terra (e dai navigatori satellitari).

Il disastro provocato da Homer e le sue conseguenze non sono solo di natura ecologica e comunitaria, ma anche affettiva e personale: la sua superficialità metterà, infatti, a dura prova l’unità della sua famiglia. La delusione provocata nella figlia ambientalista Lisa (che nel film è anche protagonista di una buffa ma tenerissima storia d’amore -di quelle che fanno sudare le mani- con un giovane irlandese ricco di qualità e di ideali); il contrastato rapporto col secondogenito Bart che, sentendosi trascurato e deriso dal genitore, invidia il legame padre-figlio dei suoi vicini di casa; l’insofferenza di Marge verso un marito con il quale ha sempre dovuto chiudere un occhio per andare avanti culminano proprio in questo momento della storia nel quale Homer viene abbandonato dai suoi cari perché si rifiuta di tornare a Springfield per salvare la città e i suoi abitanti dalla distruzione.

Homer si ravvederà? Riuscirà a salvare la sua famiglia rinchiusa nuovamente sotto la cupola, dopo che i suoi piani di ribellione sono stati scoperti? Non voglio svelare il finale per non rovinare la suspence a quelli che -ancora pochi credo- non hanno visto il film.

Da cinefila quale sono, poi, non posso non fare riferimento anche alle spassosissime e numerose citazioni cinematografiche che popolano il film, due tra tutte -a mio parere le più azzeccate e divertenti- il richiamo alla scena dell’affondamento del Titanic quando i Green Day si improvvisano violinisti mentre la zattera su cui stanno facendo un concerto affonda, corrosa dagli acidi che inquinano le acque del lago, e l’irriverente rimando a due dei cartoni Disney più amati dai bambini: Cenerentola e Biancaneve, rispettivamente, la cui vestizione e toilette mattutina ad opera degli uccellini e dei topolini e le cui faccende domestiche, coadiuvate dagli animali del bosco, diventano qui una, non molto sexy ma irresistibile, scena di seduzione tra i due coniugi Simpson, finalmente lasciati soli dai figli.

Simpatiche sono anche le trovate meta cinematografiche ( i Simpson come noi sono seduti nella sala di un cinema e assistono alla proiezione di un film, con tanto di popcorn e di inservienti che alla fine passano per pulire i resti degli, a volte un po’ incivili -perdonate la frecciatina-, spettatori) attraverso le quali a essere pungolati siamo noi spettatori, “i cretini che paghiamo per una cosa che tranquillamente potremmo vedere in tv” [Homer], a cui viene ricordato, attraverso delle scritte in sovraimpressione, di non lasciarci andare ad “esternazioni corporee” perché non siamo nel nostro salotto.

Tra irriverenti critiche alla società contemporanea e ai suoi luoghi comuni; riflessioni, a volte ciniche ma anche sentite e sincere, sui rapporti umani e familiari; commenti non proprio benevoli sulla politica e i centri del potere, I Simpson riesce a mantenere viva l’attenzione, a non stancare e a farci ridere -e anche riflettere, senza troppe pretese- dal primo all’ultimo minuto, titoli di coda compresi accompagnati da un ironico inno di Springfield “rubato ai francesi che nella vita poche cose sanno fare come l’amore e il soufflé” e che potremmo meglio apprezzare se nelle multisale non accendessero le luci alla comparsa del primo credit, ma questo è un altro discorso….



A chi di coloro che non ha ancora visto il film pensi che ho rivelato troppe delle idee originali presenti nel film, rovinando così il piacere della scoperta, non rimane che andare al cinema per ricredersi e capire che ciò che ho scritto è solo una piccola parte di quello che la mente degli autori e sceneggiatori hanno saputo partorire.

Da assoluta profana di questa serie, quindi, posso esprimere un giudizio positivo su questo film che, anche se forse non sempre ha il solito mordente delle puntate tv -almeno così dicono alcune critiche "autorevoli" e appasionati certo più competenti di me in materia-, è riuscito ad aggiungere ai milioni di fan della bizzarra famiglia un'ammiratrice in più.



VOTO:/ 5












7 commenti:

Alberto ha detto...

Confermo l'ottima e puntuale analisi. "I Simpson - Il film" non è una mera trasposizione su grande schermo dei normali episodi televisivi da venti minuti circa, ma è una vera sceneggiatura cinematografica da cartoon. Confermato l'atteggiamento dissacrante e disincantato nei confronti della realtà (a volte più bizzarra che i cartoon stessi), buona la storia che regge la durata filmica. E poi vedere al cinema tante generazioni, appassionate e disponibili al divertimento, è cosa stupenda. I Simpson possono essere considerati, a ragione, un collante, un minimo comune denominatore tra individui e classi diversi tra loro.

kiara.sacchi ha detto...

Ciao CUGINA; concordo pienamente con la recensione globalmente buona del film anche se, a parer mio, la narrazione è stata un po troppo lenta.
Da terribile amante della tavola più che del grande schermo, ho decisamente apprezzato le ciambelle "Simpson" che vendevano al locale di Montebello, di fianco al cinema!!!!

Ne approfitto per lasciarti il link per il mio blog, anche se si trova in un limbo da circa 4 mesi, causa momentanea stitichezza di commenti da parte dell'autore!!!
http://kiara-sacchi.spaces.live.com/

Lucy ha detto...

@kiara: Oh no! C'erano le ciambelle e io non me ne sono accorta?!? Già ho dovuto rinunciare al menù Shrek con gadget incluso perchè era esaurito e mi sono persa anche i dolci Simpson...sigh!:)
Andrò sicuramente a vedere il tuo blog.

Danilo Martinucci ha detto...

Ciao Lu!!! Io il film dei Simpson purtoppo non l'ho visto perchè uno "sbadatone" di tua conoscenza non mi ha avvertito che andavate a vederlo al cinema! Però, dalla tua splendida recensione mi sono fatto un'idea! Volevo complimentarmi per il blog: è bellisimo, davvero! Complimentissimi!

Lucy ha detto...

@danilo:Grazie mille! Visto che il mio blog ti è piaciuto spero che d'ora in poi verrai a visitarlo ogni tanto. Come ti ho detto sono graditi i commenti, anche se non dovessero essere sempre positivi come questo :)

Danilo Martinucci ha detto...

ciao sono antonella!!!bello!!!istruttivo per me che sono a caccia d recensioni nn dementi ma fatte da un'esperta come te

Lucy ha detto...

@antonella: Esperta è una parola grossa (spero di diventarlo veramente un giorno). Comunque grazie, sei troppo buona! :)