mercoledì 27 ottobre 2010

Aria precaria

Riapre all’insegna della risata la stagione di prosa del teatro Fraschini di Pavia con lo spettacolo “Aria precaria”.
Protagonisti Ale e Franz, il duo comico reso famoso dal celebre sketch della panchina sul palco di Zelig.
Tornano a calcare la scena, intrattenendo il pubblico per circa due ore con il loro inconfondibile affiatamento e il loro spirito a tratti pungente nel mettere alla berlina i luoghi comuni e le piccole manie di tutti i giorni del variegato genera umano. Così, accanto all’immancabile ed esilarante scambio di battute sulla panchina, assistiamo ad altri nove episodi che aprono il sipario su altrettanti frammenti di vita. In una scenografia essenziale ed adattabile alle diverse situazioni incontriamo così due anime in attesa di rincarnarsi, una coppia di futuri padri ansiosi, due anziani e arzilli vecchietti al bar, due amici a scambiarsi pene d’amore, due boss della malavita, gli interlocutori di un telefono amico, due neonati….
In un alternarsi di ironia mai volgare, misunderstanding linguistici e giochi di parole, lo spettacolo si sviluppa mescolando il surreale, la caricatura e la lucida analisi di momenti di precarietà umana.
Sotto la lente di Ale e Franz l’uomo appare in tutta la sua goffa e bonaria fragilità, coi suoi dubbi, i suoi tic, le sue prepotenze e i suoi sogni…perché a volte il modo più adatto per prendersi sul serio è riderci su. E con Ale e Franz l’obiettivo è pienamente raggiunto.


VOTO: /5

giovedì 2 settembre 2010

Shrek e vissero felici e contenti

Cosa sarebbe accaduto se il verde e mostruoso orco piombato con i suoi modi rudi nel regno di Molto Molto Lontano non fosse mai nato e non avesse mai liberato la principessa Fiona dalla torre in cui era imprigionata?
Questo il dilemma che ha ispirato il team Dreamworks per il quarto capitolo della saga di Shrek, arrivato nelle sale italiane il 25 agosto.
Reso possibile dalle smanie di grandezza e dal desiderio di vendetta di Tremotino, nano redattore di contratti magici e truffaldini, e dalla crisi “esistenziale” attraversata da Shrek, questo viaggio in un mondo parallelo catapulta il nostro eroe in un'avventura lontana da pannolini, pappette e pargoli alle prese coi quali lo avevamo lasciato nell’ultimo episodio. Ritornato agli antichi splendori di spaventoso e temuto orco, Sherk si accorgerà ben presto che la riconquista della tanto agognata libertà di scapolo senza responsabilità vale un prezzo troppo alto e nasconde ben altre prospettive da quelle che si era immaginato.
In una realtà in cui nessuno più lo riconosce, nemmeno il suo fedelissimo Ciuchino, dove le streghe la fanno da padrone, cavalcando le loro scope sopra lande desolate, e gli orchi sono costretti a tramare rivolte clandestine guidati da una “braveheart” Fiona che ha abbandonato ogni illusione romantica, Shrek dovrà combattere per riguadagnare la sua vita da padre di famiglia.
Pur rimanendo sicuramente un film d’animazione molto piacevole e divertente, questo appuntamento con l’orco più famoso del grande schermo non raggiunge le vette graffianti e irriverenti dei primi due episodi, perdendo un po’ di quel cinismo e di quella spregiudicatezza che lo avevano caratterizzato e non aggiungendo nulla (se non forse per quanto riguarda la versione 3D, di cui io personalmente non sono un fan) alla maestria tecnica già ampiamente dimostrata nelle precedenti uscite.
Lungi dal non gradire questo “Shrek e vissero felici e contenti”, l’impressione che rimane è, però, quella che l’intera trama resti nel complesso leggermente sottotono, costellata, tuttavia, da momenti in cui l’antico splendore rifulge più che mai: come nella presentazione della nuova versione del Gatto “Senza” Stivali, appesantito dalla vita sedentaria, o nelle performance di un Ciuchino versione Juke bok sempre più esilarante.



VOTO: /5

sabato 1 maggio 2010

Diamoci delle arie!

Ritorna l'annuale appuntamento con lo spettacolo esito del laboratorio teatrale ideato e curato dall’Associazione di promozione sociale Calypso - il Teatro per il Sociale, in collaborazione con l’APS Salvo d’Acquisto, con il sostegno del Comune di Pavia.

I "ragazzi" di alcuni centri anziani di Pavia (l’Aps Salvo d’Acquisto, Città Giardino, Santo Spirito e l’Associazione Vasi di Creta di viale Sardegna) ritornano sulla scena con lo spettacolo "Diamoci delle arie" rappresentato il 1 maggio presso il Teatro Cesare Volta di piazzale Salvo d’ Acquisto nel quartiere Scala.

Giunti alla loro terza performance, questi attori possono ben permettersi di darsi delle arie...arie ricche di vitalità, arie di dedizione, arie di voglia di mettersi in gioco che si mescolano con le più tradizionali arie liriche rivisitate per l'occasione in uno spettacolo che rivisita attraverso ricordi, suggestioni e momenti di vita quotidiana le celeberrime note della Tosca, della Boheme e della Traviata.

Obiettivo ambizioso? Forse, ma pienamente raggiunto. In questa rinnovata prova di teatro sociale, gli anziani coinvolti riescono con leggerezza e passione a dare un nuovo volto alle vicende di Mimì, Violetta e Tosca. E se le storie di queste tre protagoniste non si fossero concluse tristemente come tutti le ricordiamo? Parte proprio da questa domanda il percorso laboratoriale che ha portato alla nascita di "Diamoci delle arie!".
In un impianto teatrale più maturo rispetto alle precedenti esibizioni - fatto dell'alternanza di scenari di vita reale, ricordi e ricostruzioni teatrali - gli anziani protagonisti danno prova di notevoli capacità canore, attoriali e di presenza scenica. Messo da parte l'impaccio e la timidezza della prime esperienze, mantengono inalterato il loro entusiasmo che riesce ad accendere ed emozionare il pubblico che partecipa delle vicende messe in scena e delle coinvolgenti performance.

Per un'ora veniamo trasportati dalle note, dalle voci e dai balli di questa piacevolissima compagnia teatrale che, ridendo dei propri acciacchi e dei propri clichè, sa contribuire attivamente al consolidamento del tessuto sociale che non può far altro che arricchirsi, grato, del loro bagaglio esperienziale.

Arriviamo così al termine dello spettacolo e gli attori vogliono lasciarci un ultimo e importante messaggio: "Esiste un grande eppur quotidiano mistero. Tutti gli uomini ne partecipano, ma pochissimi si fermano a rifletterci. Quasi tutti si limitano a prenderlo come viene e non se ne meravigliano affatto. Questo mistero è il tempo. Esistono calendari ed orologi per misurarlo, misure di ben poco significato, perché tutti sappiamo che, talvolta, un'unica ora ci può sembrare una eternità, e un'altra invece passa in un attimo... dipende da quel che viviamo in quest'ora. Perché il tempo è vita. E la vita dimora nel cuore. "

A loro di cuore: grazie!

VOTO: /5

mercoledì 30 dicembre 2009

Sherlock Holmes

Attesissimo è arrivato sul grande schermo il 25 dicembre Sherlock Holmes, cadeau natalizio del regista Guy Ritchie.
Già i trailer ci avevano preparato ad un Holmes lontano dall'immaginario comune che - a torto o a ragione - faceva del celeberrimo investigatore londinese un composto uomo della Londra vittoriana ed è proprio ad uno Sherlock distante dall'iconografia e dai canoni della precedente tradizione cinematografica e televisiva che ci troviamo davanti in questo avvicente e frizzante film del regista britannico.
Uno straordinario Robert Downey Jr dà vita ad un protagonista che, nonostante le possibili perplessità, sono sicura non deluderà anche i più accaniti fan del personaggio nato dalla penna e dalla fantasia di Arthur Conan Doyle.
Atletico dal fisico scolpito, indolente nei periodi di ozio, leggermente prevaricatore e provocatore nei confronti del caro amico Watson (Jude Law), ironico e pungente nei riguardi del commissario Lestrade (Eddie Marsan) e perfino un po' sbruffone, questo Sherlock Holmes non abbandona, però, quella che è la sua peculiare caratteristica: un'estrema attenzione ai particolari e una spiccatissima capacità logico deduttiva. Caratteristica sottolineata, a livello registico, dalla scelta dello slow motion, quest'ultima gli tornerà utile non solo nella risoluzione dei casi, ma anche nei combattimenti clandestini ai quali si dedica nel tempo libero.
In una Londra brulicante di vita dai bassifondi ai quartieri dell'alta borghesia e sullo sfondo di un Tower Bridge in costruzione, Sherlock Holmes deve affrontare la minaccia di Lord Blackwood (Mark Strong) affiliato di una setta esoterica che intende stravolgere il corso della storia.
Tra rocambolesche imprese da action movie e intrecci amorosi che vedono coinvolta Irene Adler (Rachel McAdams), scaltra criminale in grado di mettere in scacco perfino Holmes col proprio ascendente, non perde mordente la trama poliziesca in grado di mantenere accesa la curiosità dello spettatore fino all'epilogo.
Nel complesso risulta vincente questa rivisitazione cinematografica che, grazie soprattutto ad una azzeccatissima scelta del cast, ridona verve a questa figura forse meno lontana dalle originali intezioni dell'autore letterario di quanto si possa immaginare...leggere per credere!



VOTO: /5